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Le arabe fenici

2021-05-10 12:06

Samantha Di Laura

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Le arabe fenici

“…se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarlo in un unico lancio a testa o croce e perdere e ricominciare… ”. R. Kipling

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L’8 maggio 2021 abbiamo celebrato i sei anni della mia azienda che è stata fondata l’8 maggio 2015.

 

Lo facciamo ogni anno. Ci fermiamo e ci prendiamo il tempo per gioire dei traguardi raggiunti, anno dopo anno, giorno dopo giorno. Di solito ci gratifichiamo con un aperitivo. Quest’anno, complice il fatto che l’8 maggio è caduto di sabato, ci siamo dedicate l’intera giornata con un gioioso pranzo al mare.

 

È stato, come gli altri anni, un evento intimo, dedicato a noi, per ricordare la strada percorsa per giungere dove siamo oggi, come professioniste e come donne. Per celebrare il coraggio di aver cambiato vita, sfidato le convenzioni ed esserci lanciate in una nuova avventura. Per onorare tutti i sacrifici fatti, ossia tutte le azioni e tutti gli sforzi che abbiamo reso sacri con il nostro continuare a lottare, giorno dopo giorno.

 

Abbiamo tutte fatto un tampone il giorno precedente - non si sa mai - e abbiamo pranzato all’aperto, con tanto di torta con il numero sei e candelina, su cui abbiamo soffiato insieme, esprimendo i nostri desideri per il futuro. Poi siamo rimaste in veranda e senza volerlo, complice il venticello fresco e l’atmosfera rilassata, abbiamo iniziato a raccontare di noi, dei nostri momenti bui, dei nostri fallimenti.

 

Abbiamo narrato senza filtri, incoraggiandoci a vicenda, di quando abbiamo sbagliato un matrimonio, un’azienda, un supermercato, un negozio. Abbiamo rievocato gli sforzi fatti per ripagare i debiti e aggiustare i conti, il senso di solitudine e di oscurità, il peso del giudizio sociale, così come la forza che abbiamo trovato in noi e la luce a cui ci siamo aggrappate per ricominciare. Ci siamo rese conto che, ad un certo punto della nostra vita, siamo state chiamate a rendere conto della nostra natura di donne forti e guerriere, e nessuna di noi si è tirata indietro. Chiacchiere di donne in una giornata in riva al mare.

 

Mi è venuta in mente la poesia di Kipling “If”, in particolare un passo che mi aveva colpita molto, da adolescente: “...if you can make one heap of all your winnings and risk it on one turn of pitch-and-toss, and lose, and start again at your beginnings... you'll be a Man/…se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarlo in un unico lancio a testa o croce, e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio… sarai un Uomo...”. Ero una giovane donna avvolta dalla nebbia della pianura Padana e riflettevo su queste parole. Pensavo al coraggio necessario per rischiare tutto e a dove trovare la forza per ricominciare da capo. Avevo vissuto ancora poco ma già sentivo che in questi versi era racchiusa l’essenza della vita e che, tutto sommato, volevo vivere così, volevo essere umana, nel senso racchiuso in quel “sarai un Uomo”. Volevo rischiare, fallire e ricominciare; vivere, morire e rinascere.

 

Ho guardato le meravigliose donne che mi stavano attorno e mi sono sentita orgogliosa di tutte noi. Un fallimento è semplicemente un passo in avanti verso la realizzazione del nostro destino, come donne, come professioniste, come imprenditrici, come esseri umani. Un fallimento ci permette di lasciare andare qualcosa di noi che non volevamo più - una maschera, uno status, una debolezza -, di superare i nostri limiti e procedere a passo fermo verso la nostra realizzazione. Del resto la parola fallimento significa, in origine, inganno e non sconfitta. Significa andare oltre all’inganno di ciò che crediamo giusto in un dato momento per cercare la nostra verità.

 

La scorsa settimana un imprenditore mi ha raccontato di uno dei più grandi stabilimenti produttivi del Sud Italia che, stritolato dalle logiche non sempre umane della distribuzione e degli uomini che ne fanno parte, ha dovuto chiudere i battenti: “ho perso tutto: lo stabilimento e il denaro... ho dovuto chiedere lavoro”. Oggi lui ha un’altra vita e un’altra storia e molte aziende e uomini crescono grazie al suo operato.

 

Una mia cara amica gestisce un’azienda florida nata dalla chiusura della precedente società della sua famiglia: l’ha chiamata Fenix, come l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri. Conosco tanta gente così.

 

Ecco cosa celebriamo l’8 maggio: la nostra continua rinascita, il coraggio di lanciare la monetina, perdere tutto e ricominciare.

 

Buon compleanno Scirocche!

 

 

Nella foto in alto le Scirocche.

Credit: Filippo Inzirillo

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